Nuova Organizzazione del Servizio Sociale – area Minori – del Comune di Firenze

PROCEDURE OPERATIVE PER L’INTERVENTO INTEGRATO SUL DISAGIO SOCIO - RELAZIONALE IN SITUAZIONI DI MINORI CON PROVVEDIMENTI DELL’ AUTORITA’ GIUDIZIARIA FRA:

LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
LA DIREZIONE SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI FIRENZE,
LA DIREZIONE ISTRUZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE PER LE SCUOLE MATERNE COMUNALI
PREMESSO CHE:
• secondo l’approccio bioecologico la scuola è uno dei micro sistemi importanti del minore che va a costruire contatti e relazioni aperte e positive con gli altri suoi ambienti di vita, a partire naturalmente dalla famiglia, perché i suoi apprendimenti siano più duraturi e la sua crescita globalmente più serena;
• la scuola è un nodo fondamentale della rete dei Servizi che può svolgere un ruolo diretto ed indiretto per la promozione di un maggior benessere dei minore e delle loro famiglie;
• la scuola è contemporaneamente un’agenzia formale, cioè un luogo istituzionale organizzato per perseguire espliciti scopi formativi e caratterizzato da specifiche figure istituzionali (insegnanti), ma anche una vera e propria esperienza di “ gruppo primario in quanto nel gruppo – classe si scambiano relazioni quasi quotidiane e per un numero elevato di ore;
• il Servizio Sociale Professionale del Comune di Firenze (Direzione Servizi Sociali) è organizzato nelle seguenti Aree professionali d’intervento:
- Promozione Diritti e Tutela Minori
- Anziani, Adulti e Famiglia
- Disabili
- Inclusione Sociale
- Stranieri e Immigrazione
- Segretariato Sociale
• l’area d’intervento Promozione Diritti e Tutela dei Minori attraverso l'attività professionale degli Assistenti Sociali dislocati nei centri sociali presenti in tutto il territorio fiorentino, coordina il percorso dedicato ai minori assistiti e/o in condizioni di assistibilità residenti nel Comune di Firenze (e/o in casi eccezionali domiciliati) e sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria e/o per i quali sia attivo o si debba attivare un significativo progetto socio-educativo di prevenzione;
Gli enti sottoscrittori, al fine di costituire una rete formale fra i soggetti che nello stesso territorio si occupano della tutela e protezione dei minori e di sostegno alla genitorialità e per facilitare la collaborazione e la comunicazione costruendo un intervento integrato di rete
CONCORDANO QUANTO SEGUE
ART. 1 INTEGRAZIONE E PROGRAMMAZIONE GENERALE
All’ inizio di ciascun anno scolastico, e comunque entro il mese di novembre, verrà effettuato un incontro fra gli istituti scolastici/scuole materne (Direzione Istruzione) del Comune di Firenze, di seguito denominate scuole, nella persona dei dirigenti e/o insegnanti delegati, il Servizio Sociale Professionale del Comune di Firenze e i referenti delle Procedure operative per ogni sottoscrittore per avere un quadro condiviso delle situazioni di disagio e delle criticità presenti in ogni scuola e per programmare le azioni oggetto del presente documento.
ART. 2 DESTINATARI
Le presenti Procedure Operative sono dirette a tutti i minori e alle loro famiglie residenti nel comune di Firenze (e/o in casi eccezionali domiciliati) e regolarmente iscritti alle scuole afferenti al territorio fiorentino che si trovano in situazione di disagio socio-familiare e/o sottoposti all’Autorità Giudiziaria.
ART. 3 AFFIDAMENTI E TUTELA
Il Servizio Sociale Professionale segnala alla scuola gli alunni per i quali vi è un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria relativo a:
• affidamento al servizio sociale;
• affidamento etero familiare;
• decadimento/ sospensione della responsabilità genitoriale con relativo provvedimento di nomina di un tutore.
In questi casi il Servizio Sociale Professionale invia comunicazione formale al dirigente della scuola interessata, con allegato se necessario la sola parte del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che riporta le decisioni ( P.Q.M.), indicando l’Assistente Sociale Case Manager di riferimento di ciascun minore.
La scuola dovrà comunicare formalmente al Servizio Sociale Professionale inviante l’insegnante tutor del minore oggetto del provvedimento.
L’Assistente Sociale Case Manager e l’insegnante tutor avranno il compito di raccordarsi programmando riunioni periodiche e coinvolgendo anche gli altri servizi interessati.
La scuola dovrà comunicare comunque formalmente al Servizio Sociale Professionale cambiamenti importanti che dovessero subentrare nella vita del minore.
ART. 4 PROGETTO INTEGRATO INDIVIDUALIZZATO
A favore di ciascun minore di cui all’Art. 3 verrà attivato un intervento di rete fra la scuola, il Servizio Sociale Professionale e la famiglia e gli altri soggetti del territorio eventualmente coinvolti tenuto conto di quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria, per l’elaborazione di un progetto integrato individualizzato, finalizzato alla condivisione in equipe multidisciplinare degli interventi didattici e socio-educativi che ciascun Ente per la propria competenza può disporre.
Tale progetto potrà utilizzare la metodologia e gli strumenti del Programma di Intervento per la Prevenzione dell’istituzionalizzazione, denominato P.I.P.P.I., programma nazionale che ha coinvolto in questi anni il Servizio Sociale Professionale ed alcune scuole del territorio comunale fiorentino.
ART. 5 NOTIZIA DI REATO E SITUAZIONI DI PREGIUDIZIO
Qualora il Servizio Sociale Professionale e/o le Scuole ravvisassero elementi costituenti notizia di reato nei confronti di tutti gli alunni le segnalazioni devono essere inoltrate, ciascuno per la propria
responsabilità, alla competente Autorità Giudiziaria attraverso posta certificata a:
Procura della Repubblica di Firenze Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Qualora il Servizio Sociale Professionale e/o le Scuole ravvisassero elementi di pregiudizio per il minore le segnalazioni devono essere inviate, ai fini della valutazione di limitazione o decadenza della responsabilità genitoriale, ciascuno per la propria responsabilità alla competente Autorità Giudiziaria attraverso posta certificata a:
Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ART. 6 INDAGINI E MONITORAGGIO PER L’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
Nelle situazioni dei minori per i quali l’Autorità Giudiziaria dispone che il Servizio Sociale Professionale svolga attività di indagine e/o monitoraggio verranno richieste informazioni circa la situazione del minore (es. andamento scolastico del minore, partecipazione della famiglia alla sua vita scolastica, ecc..) attivando, quando necessario, una collaborazione per l’elaborazione del progetto integrato individualizzato.
ART. 7 MINORI ADOTTATI ED IN AFFIDAMENTO PROVVISORIO
Per quanto concerne i minori adottati ed in affidamento provvisorio, cosiddetto affidamento a rischio giuridico, si rimanda alle circolare del 18/12/2014 prot 7443 del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” e alla Delibera Regionale n.996 del 10/11/2014 che approva il Protocollo d’Intesa fra la Regione Toscana e l’Ufficio scolastico Regionale per lo sviluppo di percorsi di accoglienza e di inserimento scolastico dedicato ai bambini e ai ragazzi adottati.
ART. 8 NUOVI CASI
Gli insegnanti, per mezzo del Consiglio di Classe o di Sezione che, nel corso dell’ anno scolastico, rilevano la presenza di uno specifico disagio da parte di un alunno segnalano il caso al dirigente scolastico e/o agli insegnanti da lui delegati e, se non sussistono gravi elementi di cui all’Art. 5, invitano i genitori a rivolgersi al Servizio di Segretariato Sociale del Comune di Firenze con le seguenti modalità:
• invio e.mail per richiesta appuntamento a:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
• contatto telefonico per richiesta appuntamento al Numero verde 800508286 del segretariato Sociale attivo nei giorni lunedì, martedì, mercoledì, venerdì ore 9-13
Il servizio di Segretariato Sociale provvederà, dopo una prima valutazione della situazione e ove ritenuto opportuno, a coinvolgere l’area professionale di intervento della Direzione Servizi Sociali che, in base ad ogni specifica situazione, potrà realizzare il progetto di cui all’articolo 4.
I casi per i quali il Servizio Sociale Professionale debba attivare un importante progetto socio-educativo di prevenzione, in assenza di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, potranno essere segnalati formalmente, con il consenso del genitore, al dirigente scolastico della scuola frequentata dal minore per attivare il progetto di cui all’articolo 4.
Art. 9 VERIFICA
Le parti si impegnano a costituire un Tavolo al fine di monitorare, valutare e verificare con cadenza annuale l’applicazione del presente Protocollo.
ART.10 DURATA DELLE PROCEDURE OPERATIVE
Le presenti Procedure Operative, debitamente sottoscritte, hanno la durata di tre ann,i
ART. 11 ESTENSIONE DELLE PROCEDURE OPERATIVE
Al fine di coordinare al meglio in una prospettiva di sistema tutte le azioni sul disagio le parti si impegnano a studiare le modalità per estendere le seguenti Procedure Operative ai Servizi Sanitari e7o ad altri enti o istituzioni scolastiche che
ART. 12 DISPOSIZIONI FINALI
Per quanto non espressamente previsto si rimanda all’ordinamento generale in materia di istruzione e agli accordi fra pubbliche amministrazioni.

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